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mercoledì 19 giugno 2013

L'IMBRUNIRE


Certe sere hanno un miscuglio di voci
si accarezzano delle stesse dita
e hanno un fermento turgido e socchiuso
come un vino che spinge
in un solo stupore


venerdì 7 giugno 2013

LA DIREZIONE


A volte cerco di condurmi tra le fate
ma mi dimentico fra gli spiriti
che dimorano le case


Picture by Duy Huynh

VERTIGO


Anche gli angeli ingannano
quando inarcano piume bestemmiate
e muoiono
sotto gli amori stolti
scricchiolanti come una forza partorita
- il rumore di ciò che si perde –
e hanno tentacoli i sospiri
e argini
pieni di cose segrete e stanche
come le porte dormienti delle case
Sei l’uomo che ritrovo mille volte
nei passi eterni delle mie vertigini

 
Picture by Duy Huynh

LA STORIA


Mi raccogliete negli occhi fumosi
e mi inventate
bigotte stampelle nelle bocche distrutte
cigolanti e miopi
e perplessi
come pantaloni calati
Non vi accorgete che non sono zoppa
ma smisurata
e nevosa come una storia


Picture by Duy Huynh

domenica 2 giugno 2013

I MURI


Ho le parole nello stomaco
rotonde e pruriginose
e rigirate
come mani inconsolabili
pretese e protese
e odiate e voraginose
iniziate da ciò che è interrotto
introvabili e alacri
e folli
come lo spazio legato ai corpi
- a volte non si è all’altezza del silenzio -
Mi accadono boati negli occhi
quando la gola le parla sui miei muri


Photo by Tom Chambers

venerdì 31 maggio 2013

LA TELA


Ci sono frastuoni come silenzi
scuri e rotondi
oceani spaccati e ammutoliti
come una tela
stravolta e impensabile
quando cerca dove inizia la fine
- non lo dici l’infinito -
La mia è bianca
e con veli nella testa



Photo by Himitshuana

TI SONO GRATA


Sono grata alla vita per il bene che mi ha dato, le persone che mi ha posato nel cuore e l’amore che mi trascorre.
Le sono grata per i momenti difficili, le strade impervie, le cadute, le strade senza uscita, le crepe nei muri, il lavoro duro, le cime pietrose, perché nulla è da dare per scontato, nemmeno che l’onestà paga, perché spesso non lo fa, e nonostante ti conferma come persona e gratifica e rende saldo il rispetto per te stesso.

Ti parrà strano pellegrino, assurdo, improbabile, ma le sono grata per le persone negative, inutili, distruttive, i ladri, gli assassini, i falsari.
Loro malgrado, mi hanno facilitato il cammino nel vedere più luce di quanto il buio faccia intendere, più gemme di quanto la siccità ne mieta, accogliere incontri straordinari, relazioni uniche, solide, costruite e temprate nel tempo, e più forti ogni giorno perché protette e nutrite da un bene che ha occhi che non hai visto mai.

Eowyn




lunedì 27 maggio 2013

I VIAGGI


                      Avete visto
crepuscoli ferruginosi e acque incuranti
la nudità sconnessa di tutte le vele
la liturgia delle abitudini
e le gole
vissute nei silenzi
Avete sgranato le bocche nei rosari
appeso le scarpe ai piedi
le ombre alle sottane
e scivolato gli occhi come slavine
sulle circostanze
e sulle vite rigirate
- abbracciàti sotto le unghie -
C’è un grembo di viaggi
e sono io


Picture by Duy Huynh

I CERCHI


Quando il coraggio non fu bastevole ai resti
ho chiamato la tua carezza
e l’ho distesa
nei giardini che abortiscono i fiori impazziti
e i sepolcri urlano come bestemmie
dove i cerchi diventano orizzonti
Quelli sul cuore sanno di pietre nere
prima di essere soglie
nei tuoi occhi chiariti


Image by Himitshuana


                                                                                         

giovedì 23 maggio 2013

GLI ABITI


Ci sono giorni come cattedrali
ascesi e spalancati
quando lo sguardo scavalca le dimensioni
e l’ovvio muore sulle bocche dei roseti
si raccontano alle sere
marini come i porti degli arrivi
crepitanti dietro i crepuscoli
e sotterranei
nei nascosti fianchi notturni
E ci sono cerchi di tempo
sferraglianti di campane vuote
frigidi ed evirati
e ossuti
come le mammelle di una convenzione
- la misura delle mosche in un pugno -
Non mi stanno gli abiti zoppi degli dei
ma quelli generosi dei papaveri



Picture by Elisabetta Trevisan

martedì 30 aprile 2013

SE NON SCRIVESSI PIU'


Ho giorni di pietra ruvidi
elementari incongruenti
l’afrore tiepido di frutti saturi
una risacca un laccio
lo squarcio del tutto a proprie spese
un bacile di parole uno sguardo di ceralacca
un fiore bruciato un peccato
un affanno disperso
un baricentro spaesato un guaito
- l’ordine sparso delle cose -
E ho giorni di turchese
quando il lembo fra terra e cielo
si respira ai passaggi
il troppo non è mai abbastanza
un bacio non è l’ultimo ancora
la tua bocca sul mio petto è nitida e carnale
un respiro di mela un omaggio
un centro netto
il sublime di un fianco rotondo
un crepuscolo amaranto il bacio di una mano
una luce verticale
e nella luce il rettangolo sospeso della  mia esistenza
Se non scrivessi più disegnerei una finestra
fra te e il cuore





sabato 26 gennaio 2013

L'AURORA

Photo by Himitsuhana

Mi voglio definita in un centro
senza segno o disciplina
socchiusa come un indugio
e Aurora
di un Oceano segreto





Poesia finalista al Concorso Europeo "Premio Wilde"

lunedì 14 maggio 2012

IL GREMBO

A volte mi cerco le mani tra la folla
e mi rifletto nelle vetrate appannate
schiarita e nevosa come un’idea vacillante
e vuota fra le cose vuote
incerta e decisa come un’impressione
un assioma un vertice zoppo
il giorno non disposto
che ancora non mi appartiene

mercoledì 4 gennaio 2012

SE NON SCRIVESSI PIU'

Ho giorni di pietra ruvidi
elementari incongruenti
l’afrore tiepido di frutti saturi
una risacca un laccio
lo squarcio del tutto a proprie spese
un bacile di parole uno sguardo di ceralacca
un fiore bruciato un peccato
un affanno disperso
un baricentro spaesato un guaito
- l’ordine sparso delle cose -

domenica 16 ottobre 2011

QUELLO CHE BASTA

Rinuncio a capire l’insostenibile
a mordere troppi macigni
…c’è chi sta a guardare…
a sopperire agli schianti
ad assimilare il verso che
quello che non uccide fortifica
Lascio nel pozzo quella luna
che si divora da sola
quando il pozzo è vuoto
il rimpianto
che non mi appartiene
perché si vive ciò per cui si è destinati
in fondo l'esistenza
è un fluire di turbinosi frammenti
che chiamiamo realtà

venerdì 10 giugno 2011

IO SONO CIO' CHE CANTO

A volte racconto vita


di essere e di colore

e giorni tristi di gocce

e frammenti di rancore

parole disegno arpeggio le note

plasmo i contorni

riscaldo mani vuote

giovedì 2 giugno 2011

OCCHI DI CIELO

Di frutta bocca
di pelle olivo
terra e autunno
l’arruffare di piume
e di spezia profumo
e di tepore voce
Ali lunghe e potenti
per voli lontani
e di taglio ferire

martedì 15 marzo 2011

EOWYN




Da dove vengo non conosco
( o è meglio non sapere? )
respiro la notte
perché è dei sogni e degli amanti
in abbracci di luce mi confondo
perché il freddo della vita voglio scordare

L'ESSERE

Paradiso non conobbi
ma appresi del Limbo dei bambini traditi
Felicità non respirai
ma ho succhiato dei figli la solitudine



Ricchezza non ho assaporato
ma ho stretto la misura delle mosche nel pugno
Di serenità non ho memoria
ma  della paura ho leccato il sapore
Amore non mendico
compassione non reclamo
ma il diritto ad essere
quello sì lo rivendico