Vorrei un figlio da te che sia una spadalucente, come un grido di alta grazia,che sia pietra, che sia novello Adamo,lievito del mio sangue e che risolvapiù quietamente questa nostra sete.Ah, se t'amo, lo grido ad ogni ventogemmando fiori da ogni stanco ramoe fiorita son tutta e d'ogni velovo scerpando il mio luttoperché genesi sei della mia carne.Ma il mio cuore, trafitto dall'amoreha desiderio di mondarsi vivo.E perciò dammi un figlio delicato,un bellissimo, vergine viticcioda allacciare al mio tronco, e tu, possenteolmo, tu padre ricco d'ogni forza puramieterai liete ombre alle mie luci.Alda Merini
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martedì 11 giugno 2013
GENESI
martedì 7 maggio 2013
Io abito la Possibilità -
Una casa piu’ bella della prosa -
piu’ ricca di finestre -
superbe - le sue porte -
E’ fatta di stanze simili a cedri -
che lo sguardo non possiede -
Come tetto infinito
ha la volta del cielo -
La visitano ospiti squisiti -
La mia sola occupazione -
spalancare le mani sottili
per accogliervi il Paradiso.
Emily Dickinson (1862)
venerdì 26 aprile 2013
IL DONO
Il dono eccelso che di giorno in giorno
e d'anno in anno da te attesi, o vita
(e per esso, lo sai, mi fu dolcezza
anche il pianto), non venne: ancor non venne.
Ad ogni alba che spunta io dico: "È oggi":
ad ogni giorno che tramonta io dico:
"Sarà domani". Scorre intanto il fiume
del mio sangue vermiglio alla sua foce:
e forse il dono che puoi darmi, il solo
che valga, o vita, è questo sangue: questo
fluir segreto nelle vene, e battere
dei polsi, e luce aver dagli occhi; e amarti
unicamente perché sei la vita.
Ada Negri
venerdì 16 dicembre 2011
LO SPETTRO DI MARLEY
Marley, prima di tutto, era morto. Niente dubbio su questo. Il registro mortuario portava le firme del prete, del chierico, dell'appaltatore delle pompe funebri e della persona che aveva guidato il mortorio. Scrooge vi aveva apposto la sua: e il nome di Scrooge, su qualunque fogliaccio fosse scritto, valeva tant'oro. Il vecchio Marley era proprio morto per quanto è morto, come diciamo noi, un chiodo di porta.
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