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giovedì 4 luglio 2013

IL CANDORE


Mi piaci flesso e senza ritorno
nudo vibrante
e vago
bello e tragico come un peccato
Di fronte a te ho il candore della follia
- le cosce fervide -
e gli occhi soltanto un sussurro


Photo by Sanna



IL SEGNO


Io vengo da Te
come una poesia che si deve aprire
e il canto ha mani scarmigliate
e se sono mille hanno il tuo Segno
- l’infinito si appoggia al destino -
Ho il tuo volto nudo
nel suono del petto


Photo by Sanna



I VERTICI


L’eclissi
di chi al patibolo si induce da solo
e il bacio
scosceso e stellato
del tuo cuore nel mio palmo


martedì 11 giugno 2013

L'ARCANO


Ciò che non dici ha una pelle randagia
ma dolcissima come un giaciglio
e se non parlo - mio Signore -
ho gravidi gli occhi
e un bacio vermiglio
- l’acqua di un vento -
Le mie ginocchia hanno un cerchio
e l’arcano del tuo sorriso




venerdì 7 giugno 2013

VERTIGO


Anche gli angeli ingannano
quando inarcano piume bestemmiate
e muoiono
sotto gli amori stolti
scricchiolanti come una forza partorita
- il rumore di ciò che si perde –
e hanno tentacoli i sospiri
e argini
pieni di cose segrete e stanche
come le porte dormienti delle case
Sei l’uomo che ritrovo mille volte
nei passi eterni delle mie vertigini

 
Picture by Duy Huynh

LA SALVEZZA


Cosa sospiri amato amore
quando ungi i miei orizzonti tumefatti
con la salvezza
che porti nei tuoi argini


Picture by Duy Huynh

LA CROCE


Mi bevi amore
come un seno maturo di godimenti
e io tocco la croce
che mi capovolge nella tua sorte



Picture by Nicoletta Tomas

IL DOMANI

Ci sono tempi sillabati e fecondi
vele irose e stupite
e mari visti e invisibili
e fogli diversi
turgidi e forsennati
come le bocche
che abitano i seni scoscesi
e poi ci sono i dolori strani
quelli appoggiati
come i cappotti sui treni dispersi
o caduti
come le notti dai peccati
Ha ventri affilati il domani
- amore -
e strade inarcate
di un turchese inspiegabile
 
 
Picture by Duy Huyn
 

lunedì 3 giugno 2013

L'INVENZIONE


Eppure lo senti quando accadi
due metà fra le stesse pietre
l’una cerca la giustezza dell’altra
- ignori ciò che sai -
come la ripetizione di un’ambizione
Eppure lo senti quando accado
scivolo in tutti i tuoi grembi
per non sentirmi inventata
fra mille corpi nudi


Photo by Himitshuana

domenica 2 giugno 2013

IL RUMORE


E’ tempo
fermato e liquido
scisso e inscindibile
quando sgorga sollevato e portentoso
dal tuo palmo
al grembo della mia mano
e miserabile
se non mi assolvi
- la veglia di un istante -
e non mi dischiudi il petto
dal rumore
del mio mare scardinato


Photo by Himitshuana

IL DRAGO


Scavata nella roccia mi trascorro in giorni
- mille mani -
e mi addormento
per non offrire la gola alle forche sbraitanti
- un cigolio di ratti -
Hai suoni furiosi e occhi eterni
- amore -
quando rigeneri le porte inanimate
e risparmi l’ultimo drago
che dalle unghie mi sostiene sulle tue folli corse


Photo by Himitshuana

sabato 1 giugno 2013

LA PAROLA


Come le raccogli le cose superbe
quelle cadute dagli spaventi
ringhiose e spalancate
e protese
come le nascite
e vermiglie
come le ferite dei crepuscoli
quelle che se ci appoggi la bocca
ti respirano negli occhi
e scivolano oblique e differenti
sferraglianti e sbieche
fra le ossa e il petto
E come racconti a una vita sulle soglie
che non sarà inconsolabile
che una nebbia può diventare una vela
la terra che si bacia con l’oceano
un tempo sgranato l’urlo di un volo
l’esatto
che ha un odore
E come dici a un uomo
- a Te -
che è la parola
- Vita -
fra la tua curva e il suo confine

Eowyn 




Image by Himitshuana





LA MUSICA


In una dimora di tempo fondo la mia follia
e il peso è stravolto
e più lievi i fianchi
quando ti stringo dentro
- amato amore -
E il silenzio
quando dondoli la musica

Eowyn 





giovedì 30 maggio 2013

LE FATE


Non confonderti con le mani aperte come urla
né con le maree
che avvengono scomparendo
o con la pelle lieve delle nubi ossute
ma accadi
nell’ondeggiare sparso delle cose
mite come una tregua
e proteso
come un inguine dischiuso
Non confondermi con tutte le rive
so fare cose
bastevoli alle fate

Photo by Himitshuana

lunedì 27 maggio 2013

LE RIGHE


 Mi concepisco
sulla tua schiena pietrosa e incurante
e spalancata
come la nudità delle tue ali superbe
- amore -
madido di tutti i venti
e di tutti gli alberi
distesi e rotondi
come abbracci portentosi sugli spaventi
A volte ci amiamo come un’ultima riga


Image by Himitshuana




ACQUA


C’è un tempo
in cui l’inenarrabile diventa logico
la condizione sconcerto
e una sponda l’impossibile
dove i latrati hanno gole senza tregua
le mani ventri sterili
e le spade stridono
come albatri naufraghi
Quando ti chini sul mio vestito
le grotte hanno acque di turchese

Image by Himitshuana

martedì 21 maggio 2013

IL MANDORLO


Non furono i giorni scardinati e sghembi
e supini
come i randagi nelle ombre estive
né l’acciaio delle albe
e dei fiori vuoti
a distribuirmi nei tuoi fili d’oro
ma il mandorlo
che ombreggiasti sulle mie scarpe incerte
e sui miei occhi sbeccati



Picture by Duy Huynh



LE PORTE


Hanno luci sbieche le parole
definite e ferali
come i gemiti obliqui delle spade
piovose come le pietre delle mani
e stridenti
di sciacalli
irosi sulle gole immote
E hanno una bocca nuda i pensieri
quando si offrono e si dispongono
spalancati come finestre
impetuosi nei quadrati delle vele
e gravidi di porte e di credo
e di tremori
come i canti antichi delle acque
- non ci sono spaventi fra la voce e il cuore -
Nello sgorgare vermiglio
del mio essere sulle tagliole
abbraccio le mie impronte smangiate di turchese


Picture by Himitshuana

IL GREMBO


A volte mi cerco le mani tra la folla
e mi rifletto nelle vetrate appannate
schiarita e nevosa come un’idea vacillante
e vuota fra le cose vuote
incerta e decisa come un’impressione
un assioma un vertice zoppo
il giorno non disposto
che ancora non mi appartiene
e accartocciata e stridente
e sbieca
una luce roca che si piega
e tace da finestre pensierose
Non conosce specchio l’emozione
ma soglie perpetue e spiriti svelti
acque brulicanti e scoscese
e occhi e suoni azzurri e stellati
e bocche amaranto
sgranate e offerte come petti protesi
Poi riavvengo
piovosa e terrena
e ti sorprendo grembo fra le parole




L'OBLIO



Quando cade l’ultimo crepuscolo
la sera si inclina all’ombra
rovesciata e offerta
e indefinita
come una grotta d’ebano
il tempo fermo nelle gambe amanti
il giro dei respiri un sapore socchiuso
la ragione di neve della follia
e spalancata
come le porte agli spaventi
i silenzi alle voci i palmi su un ventre
un’acqua rotonda
- la tua bocca marina -
e l’oblio ribelle che si lascia morire
sulla rabbia superba della dolcezza
Nell’andare stordito
dell’inguine notturno
mi meraviglio dei tuoi occhi eterni