Visualizzazione post con etichetta Libero Spazio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libero Spazio. Mostra tutti i post

martedì 9 luglio 2013

LE DOMANDE


Accetta che la vita non la contratti, non la comandi, non la pieghi alle tue esigenze, non la controlli, non la plasmi, non la ghermisci, ti lascia credere ciò che preferisci, ciò di cui hai bisogno, ma si riempie la bocca e si cinge il fianco di realtà.

Accoglila, sorridile, abbraccia il suo sapore dolceamaro, fanne conoscenza, curiosità, virtù, nutrimento, scoglio e insegnamento.
Ha tempesta e arcobaleni stupiti, la forza, il coraggio della decisione, l’ignoto che si svela al passaggio, la perdizione, il senso di te stesso nel di lei avvenire.
Ha mani grandi e culle dolcissime, fogli bianchi e perpetui da riempire e parole uniche, dure, avide, carezzevoli, moltitudini, racconti da tenere per mano - mantenere - e farne destinazione.
Altri da lasciare al vento o al mare, ma i semi si conservano, gl’insegnamenti si apprendono, le vele si gonfiano, gli errori si pagano, le vette si raggiungono.

E chi dice che non ci sia un oltre?

Fai, fatti domande.

- Chiediti perché non tu - là dove altri hanno radicato e stanno, hanno scelto - o scelte sono - cresciuto un germoglio, curato e offerto e asperso terra e aria di sorrisi, rosso, fiori, gravidi di emozione.
Partorito un’idea, un’amicizia unica, vera - sentine il sapore chiaro e lieve, la dominante potente e limpida - una possibilità, un domani e, dentro, altri domani ancora.

Goduto
Godono
- carne spirito anima pensiero -

Appreso che vivere non è costrizione, né pretesa o inganno.
La vita non si violenta.
Quella di nessuno.

Se non hai trovato risposta, ricomincia a dormire.
Tutto scorre e s’adempie, con o senza di te.



LIVORE, IL DEMONE


Non si appoggia mai la malevolenza, né la si può comprendere, nemmeno per amicizia, presunta o vera che sia, o per simpatia.
Olezza insinuante e misera e radica, svelta e dilatata, nelle viscere e nelle ossa.
Prepara il costato agli assassini, tumefatta e oscura come un tumore.

E' da zittire al nascere e rendere sterile.

Quale povera e poca esistenza alla mercé di Livore, il demone…


Photo by Sarolta Bàn

SEMPLICEMENTE


Indossare maschere, farsi camaleonti secondo situazione e contesto, stupire a tutti i costi, apparire, trasformarsi per piacere o compiacere, tenere il piede in due scarpe per assicurarsi un interesse, un’attenzione, qualunque essi siano - che importa - mutare pensiero quando il proprio non trova condivisione.
Ghermire una non appartenenza.
Apparenza.

Essere semplicemente se stessi è già spettacolare.


giovedì 4 luglio 2013

STOMACO, PANCIA, CUORE


Libertà ha molteplici sfumature.
Quella del proprio essere, del pensiero, dei sentimenti è una conquista perpetua e onerosa, ma con radici decise e nette, ha stomaco, pancia, cuore.
Nel costato ne senti il battito, nella bocca l’ardore.

Dal vigore, poi, il frutto, il germogliare immenso, rigoglioso, gravido, di uno stato che - eletto - non teme assassini, né costrizione.


martedì 25 giugno 2013

LA FORZA

Sai, amica mia, ci sono persone nella mia vita che mi arricchiscono, mi amano, mi raccontano di albe e di tremori, ascoltano i miei occhi, vedono le mie parole, spalancano avventure e mari impensabili.
Mi siedono accanto e accanto restano, sicuri e carnali, per il desiderio di esserci, di essere.
Sono luce, gioia pura, accrescimento, coraggio, euforia, godimento, idea.
Del cuore che ho donato hanno fatto musica e custodia delle loro melodia.

Questa è la forza.
Sconfigge ogni demone.
Ed è la mia.
La nostra.
Innumerevole e inimitabile.









venerdì 21 giugno 2013

LA CERTEZZA FENDE IL METALLO


Quando la certezza diventa sbilenca, riscopro con rinnovato gaudio che Nessuno può negarti o impedirti di essere quel che sei se non glielo consenti.
La consapevolezza di se stessi è troppo potente e perpetua per essere sminuita, vilipesa, adulterata, sconsacrata.
Lascio perciò a chi ha il suo unico tempo da spendere per seguire la mia strada, fisso e crocefisso con anima e occhi sulla meta, cieco e ottuso e sordo ad altri segnali, per imboccarne mille altre - sempre più strade dentro altre strade ancora - vuote da ogni controllo o vessazione, invisibili ai muri dell’ossessione.

E si colma il cuore di una libertà per un attimo sopita, di sentimenti per poco offuscati, di persone così vicine e consistenti che non hai visto mai.
La vita è innumerevole di mari sconosciuti a molti!

Ignorare lacera un velo diventato benda di metallo, dona Luce, impensati orizzonti e occhi nuovi, lasciando ciechi quelli altrui.



venerdì 31 maggio 2013

TI SONO GRATA


Sono grata alla vita per il bene che mi ha dato, le persone che mi ha posato nel cuore e l’amore che mi trascorre.
Le sono grata per i momenti difficili, le strade impervie, le cadute, le strade senza uscita, le crepe nei muri, il lavoro duro, le cime pietrose, perché nulla è da dare per scontato, nemmeno che l’onestà paga, perché spesso non lo fa, e nonostante ti conferma come persona e gratifica e rende saldo il rispetto per te stesso.

Ti parrà strano pellegrino, assurdo, improbabile, ma le sono grata per le persone negative, inutili, distruttive, i ladri, gli assassini, i falsari.
Loro malgrado, mi hanno facilitato il cammino nel vedere più luce di quanto il buio faccia intendere, più gemme di quanto la siccità ne mieta, accogliere incontri straordinari, relazioni uniche, solide, costruite e temprate nel tempo, e più forti ogni giorno perché protette e nutrite da un bene che ha occhi che non hai visto mai.

Eowyn




giovedì 30 maggio 2013

LE FORCHE DI CARTA


La vita non si subisce, si accoglie.
Così le persone.
Ci apriamo entusiasti a nuove amicizie, nuovi rapporti, agli incontri che incrociamo nel nostro cammino. L’intento è conoscersi, confrontarsi, condividere, a volte gettare le basi per rapporti forti e duraturi, si sente a pelle, accade, non si sceglie, non si condiziona, non Ti condiziona.

Ma io ho fatto una scelta.

Ho bandito tutto ciò, tutti coloro che non sanno portare altro che pensieri bui, pesanti, soffocanti, Neritudine la chiamo io, o che, spinti dalle proprie insoddisfazioni, lavorano costantemente a tessere tele, trame, mondi oscuri e fasulli nei quali cercano in ogni modo di catapultare e coinvolgere tutto ciò che li circonda.
La serenità altrui, in particolare.
Sembrano quasi non saper esistere se non seminando male parole, atmosfere lugubri e tragiche, collera, arroganza, la rabbiosa invidia verso situazioni, realtà a cui anelerebbero, ma non sono in grado di ottenere.
Di creare, germogliare.
Perché se il destino ha già disegnato per noi una strada che non ci è dato sapere e che scopriremo nel nostro percorso, è nostro comunque il compito di renderla il più agevole possibile, concreta, piena, rigogliosa di frutti e di occasioni, rispettosa del nostro essere, di chi ci sta accanto o si accompagna al nostro passo anche solo per poco.

I propri desideri e bisogni rivestono un ruolo di primo piano, è un rispettare se stessi senza calpestare i diritti altrui e assumendosene la responsabilità.
Si chiama assertività.
Essere chiari col proprio essere, avere fiducia nelle proprie capacità, agire per raggiungere un obiettivo, ma riconoscere agli altri il diritto di essere se stessi.
E’ più facile di quanto si creda, ma richiede impegno, apertura, un’abilità e una consapevolezza probabilmente alla portata di ognuno, ma più spesso scomode.
Molto più semplice e svelta la scorciatoia “avrò ciò che voglio, contro tutto e tutti”.

Ho fatto una scelta, sì.
Anche se, a volte, è dura ignorare.
Ma, in fondo, chi non ha nulla da dire ha sempre la bocca aperta; chi non ha altro modo di farsi valere o notare, grida, vomita il proprio disagio trasformandolo in forca, catene, ricatto emotivo, forse convinti che il vittimismo, il tenere costantemente un piede nel baratro, vagheggiando possibili scelleratezze, serva e favorisca l’avverarsi di un obiettivo, di un desiderio, di un legame, di una Vita secondo il proprio disegno, meccanicamente prevista e procreata.
Gli altri sono colpevoli della loro travagliata situazione, ostacolo al raggiungimento del traguardo e sono da eliminare.
Hanno fatto del loro mondo illusorio la propria realtà, fino a crederci veramente, a vederla realmente tale, ad annusarla a narici dilatate, senza accorgersi che è solo profumo scadente che copre uno sgradevole afrore.

Alla fine si rivelano solo un danno per se stessi, una ghigliottina per la propria anima, per le proprie possibilità.

Non vedono che uccidono tutti, ma non uccidono nessuno.


Eowyn 


 

venerdì 3 maggio 2013

TANTO NON MI CAPISCI


Spesso chi dice “tanto non mi capisci” è convinto di essere l’unico a vivere certi momenti, periodi, situazioni e in maniera più forte di chiunque altro.
Forse un egocentrismo eccessivamente sviluppato contribuisce a questa sensazione, forse una delusione, una cecità, un mentire a se stessi quando crediamo di essere abbastanza forti, di non aver bisogno di nessuno, o di essere superiori a tutti e ad ogni emozione.
Chissà…
Certo è che molte sono le sfumature che abitano in ognuno di noi, tutte da comprendere, quantomeno da ascoltare, percepire, mai da giudicare.
Altre volte ci si chiude in se stessi per l’incapacità di accettare una visione di ciò che ci accade eventualmente diversa dalla nostra, un po’ come pensare che un amico debba sempre essere pronto a darci ragione, a far propria la stessa realtà o condizione, a commiserarci addirittura.
Ma lasciarsi comprendere significa anche affidarsi, lasciarsi condurre se necessario.

Un vero amico desidera per noi luce, sa aiutarci a sconfiggere le ombre e le paure e anche a trovare il coraggio per amarci un po’ di più, vederci più forte, abbandonare un cammino che non ci appartiene o che potrebbe essere pericoloso.
Sa farci ridere, coccolarci, regalarci il tempo incommensurabile di un abbraccio, parlare per ore o rimanerci accanto altrettanto in silenzio.
Sa anche darci degli scemi quando serve.
E servirebbe parecchie volte.

Il suo tocco è delicato, umile.
Altrettanto dovrebbe essere per noi nei suoi confronti e nel nostro aprirci.
Accogliamolo, rispettiamolo, godiamo dei suoi sorrisi, della sua essenza, delle sue lacrime senza vergogna, del suo bacio senza condizione.

Un amico è una casa dove spogliarci di tutto, liberi di essere noi stessi e con noi stessi.
Sa vederci con occhi che non hai visto mai.
E gli piacciamo sempre.


Eowyn 



martedì 30 aprile 2013

COLORIAMOLA QUESTA VITA!

Ma mettiamolo un po' di colore nella vita,ragazzi!
Cos'è sempre tutto questo piangersi addosso per le inezie o per le occasioni mancate,gli amori non corrisposti,l'invidia per l'altrui successo and so on...

Se è così è così,bon! :)
Oppure facciamoci delle domande intelligenti,profonde e motivate su noi stessi e su come affrontiamo e c'impegniamo nel nostro cammino e riconoscimento.
Troppe volte siamo artefici di inferni personali e cerchiamo qualcosa o qualcuno da incolpare.

Insomma, c'è veramente di peggio per cui disperarsi,spesso si sputa sulla buona sorte assolutamente senza motivo o ragione.
C'è sempre un po' di sole da vedere e di cui godere,se smettiamo di guardarci sempre i piedi.

Eowyn



lunedì 29 aprile 2013

DE GUSTIBUS


Non credo che un discorso abbia meno forza e significato (sempre che ne possieda) se lo puliamo da parolacce e volgarità.

Forse lo scurrile serve a riempire i vuoti dell’intelligenza, dell’educazione, del rispetto e dell’avere qualcosa da dire.
O per farsi notare e credere di avere più considerazione.

D’altronde ognuno è libero di fare e dire ciò che vuole, non è essere bigotti, ma l’eccesso risulta sempre sgradevole.
Per un attimo mi viene da pensare al famoso “parla come mangi” , e se questo è quanto…

De gustibus

Eowyn